Santa Lucia


La più importante e anche la più lunga (quattro giorni), è la festa di Santa Lucia. Questa si fe- steggia la terza settimana di Settembre, dal Sabato, la vigilia, al Martedì, la chiusura. Il mese prima della festa il comitato organizzatore, cioè il presidente, il cassiere e gli operatori, eletti dal comitato di Santa Lucia dell'anno prima, si riuniscono e organizzano il programma per la raccolta delle questue (i soldi), che serviranno per l'organizzazione di tutto il programma civile e religioso, della festa stessa. Il Sabato, per quanto riguarda la festa religiosa, le prioresse, in chiesa, addobbano la statua della Santa con ghirlande di fiori e basilico fresco, che verrà successivamente benedetto dal parroco.
Per la festa civile, il comitato, prepara il palco in piazza per l'esibizione dei vari gruppi o cantanti che si esibiranno durante tutto l'arco della festa, ospiti del comitato organizzatore.
statua di Santa Lucia Il pomeriggio del Sabato, la statua di Santa Lucia viene trasportata in processione dalla chiesa di San Sebastiano in paese alla chiesa campestre a lei dedicata, accompagnata dai canti religiosi e dal suono dolce della fisarmonica, è circondata di fedeli e da due schiere di cavalli adornati a festa con gli arazzi delle antiche usanze.

In un passato non troppo remoto tutti e quattro i giorni di festa venivano festeggiati sia religiosamente che civilmente, nella località di Santa Lucia, con grande afflusso di fedeli, provenienti anche da altri paesi. C'erano bancarelle di dolciumi e di giocattoli, c'erano locande improvvisate per ristorare i fedeli, e c'erano anche i venditori di pesce arrosto, anguille e maialino allo spiedo cucinati al momento sulla brace. Al giorno d'oggi nella chiesa di Santa Lucia, tutto si è ristretto alla celebrazione della Santa Messa, e ad un veloce aperitivo nel piazzale della chiesa, ed il rientro in paese per l'assalto all'interminabile pranzo della festa. La sera ci si ritrova tutti in piazza per lo spettacolo musicale e si tira tardi alternando un digestivo al bar e un'altro alla locanda e tra un ballo sardo e un pezzo rock birra e vernaccia per dare allegria alla serata. Tutto questo per l'intera durata della festa per il folklore, la sera tardi (o la mattina presto) di tutti questi quattro giorni di festa, chi ha alzato un po' il gomito si diverte a giocare alla morra e a far divertire i pochi presenti rimasti ancora sobri. Altri gruppi di giovani, invece, sempre col gomito un po' su, fuochi d'artificio suonano e cantano fino alle prime ore del mattino, magari fermandosi ogni tanto per gustare all'interno della locanda salsiccia o formaggio coi vermi, puntualmente materealizzatosi come per incanto ad assorbire i lunghi flussi di alcool.

Guarda la storia di Santa Lucia.

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